A volte ci si sente soli anche se fisicamente si è circondati da tante persone...ci si sente lontani da tutti, forse incompresi.
Oggi passeggiavo con la piccola che dormiva, per un attimo mi sono sentita sola.
Credo che sia la solitudine della mamma.
Penso che sia così, perchè alla fine, pur avendo mille aiuti e un marito molto presente...sono io ad avere sulle spalle la responsabilità di far crescere la piccolina. E non lo dico con amarezza o polemica, penso solo che sia così per natura, perchè solo una donna è capace di pensare a coordinare le esigenze di casa, compagno, bimba,lavoro e...alla fine...se stessa.
Matte fa tutto, è bravissimo....ma le da da mangiare se trova tutto pronto per farlo, la cambia se trova tutto pronto per cambiarla...non si domanda come mai le cose siano sempre lavate e profumate o come mai il lettino della piccola è cambiato.
E' un pò come la storia del rotolo di carta igienica, gli uomini pensano che cresca direttamente sul portarotolo...non capiscono che va comprato e cambiato quando finisce.
In realtà credo che questo avvenga anche perchè io ora sono a casa e Matte si fida di me e si rilassa, perchè quando ero al lavoro avevamo diviso a metà i compiti e funzionava bene.
Comunque, ieri sera leggevo l'ultimo libro della Mazzantini "Mare al mattino" e ho letto questa frase che mi ha colpito. Devi trovare un luogo dentro di te, intorno a te. Un luogo che ti corrisponda. Che ti somigli, almeno in parte.
Sono in una fase di passaggio e io odio le fasi di passaggio, non amo i grigi, amo il bianco e il nero. Ora sono mamma, ma vorrei essere più moglie, più donna, più lavoratrice. Vorrei avere un progetto su cui buttarmi a capofitto, mentre ora mi sembra di fare tutto e niente.
Ho voglia di una cosa che sia solo mia, di un angolo e uno spazio per me.
Un luogo che mi corrisponda.